Titolo: Be Parents.
Fandom: Xena – The warrior princess
Personaggio/Coppia: Xena x Gabrielle
Prompt: 027. Genitori.
Rating: Per tutti
Riferimenti: Il periodo di cui vado a
narrare si trova nella stagione n°5 tra l’episodio 5x16 e 5x19
Note: One-shot Flafflosità a volontà XDD
Conteggio parole: 731 (o almeno così dice
word)
DISCLAMER: I personaggi di Xena, Gabrielle
ecc ecc sono copyright della MCA/Universal Renassiance Pictures.
Tali personaggi sono stati utilizzati senza il consenso degli autori, ma non a
fini di lucro.
Tabella: TABELLA
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Be Parents
AUTORE: Geo
Era una mattina come un’altra nel fitto del bosco in cui Xena e Gabrielle si
erano accampate per la notte. Gabrielle faticava ancora una volta a svegliarsi,
nonostante il sole fosse già alto nel cielo.
Sentiva Eve lamentarsi e piagnucolare, ma Gabrielle sperava che ci fosse Xena ad
occuparsi della piccola. Rimase in ascolto in dormiveglia, ma Eve non smetteva
di piangere, così la poetessa si destò completamente capendo di non poter
lasciare in quello stato la bambina.
«Che succede piccola?» Chiese Gabrielle, prendendola tra le braccia e
accorgendosi, solo in quel momento, che Xena non era lì.
Si guardò in torno per un po’, ma sembrava non esserci traccia della guerriera,
così pensò che, probabilmente, era andata a procurarsi la colazione per tutte
loro.
I pensieri della poetessa vennero interrotti dal pianto della bambina, così
cominciò a raccontarle una delle sue tante storie per cercare di calmare la
piccola.
Il racconto sembrò funzionare. Finalmente calma, Eve regalò a Gabrielle un
raggiante sorriso sdentato.
Gabrielle pensò, allora, a quale magnifico dono era stata Eve anche per lei.
Guardare quella creaturina che sporgeva le sue manine verso il suo volto, alla
sensazione di pace che le dava stringere a se quel corpicino paffuto.
Xena aveva dichiarato, davanti ad Ares, che era lei il padre della bambina, e in
quel momento le si era riempito il cuore di gioia e orgoglio. Chissà se Eve
l’avrebbe mai ritenuta tale: sarebbe stata una semplice “zia” per lei? Oppure
poteva sperare di insegnare alla piccola quale era il posto che meritava?
Intanto Eve emetteva suoni sconnessi e pernacchie al suo indirizzo, facendo
ridere non poco la donna.
«Maaa-mma!» Cercò allora di farle dire Gabrielle, e quello che venne fuori dalla
boccuccia della bimba fu un suono somigliante a «M-m-m.»
«Paaa-PPa.» Riprovò allora la poetessa.
Eve cercava di imitare le parole che Gabrielle le diceva, ma con risultati
esilaranti. Gli sputacchi, gli infiniti «Ma, Pa, Ta.» e gli altri suoni che la
bambina riusciva ad emettere facevano sciogliere il cuore, già tenero, di
Gabrielle.
La donna strinse a se quel fagottino avvolto di, anche troppe, caldi vesti. Xena
era una madre premurosa, per non far prendere un malanno alla piccola la
avvolgeva di strati e strati di vestiti, facendola così somigliare ad una
bambola di pezza formato bambina.
Eve strinse, tra le sue mani, ciocche dei biondi capelli della donna, poi
cominciò a tirarli ridendo, ma Gabrielle quasi lacrimava per il dolore.
«Sei forte piccola.» Le disse riuscendo a sottrarsi alla presa della piccola.
«Forte come la sua mamma.» Disse una voce dietro di loro. Era Xena che ritornava
con un paio di grossi pesci pronti per essere abbrustoliti sul fuoco.
«Promette bene.» Le rispose allora Gabrielle, alzandosi con ancora tra le
braccia Eve che ridacchiava felice, sporgendo le sue piccole braccia verso
entrambe le donne.
«Mentre eri via ho cercato di insegnare a Eve qualche parolina.» Confessò
Gabrielle.
«Per quello ci vorrà ancora del tempo.» L’avvisò Xena mentre giocava a prendere
il naso della piccola, che ancora rideva entusiasta del nuovo divertimento.
«Mia madre mi diceva sempre che, per imparare a parlare, ci avevo messo più
tempo dei miei fratelli.» Continuò a spiegare la guerriera, ma Eve non sembrava
somigliare alla madre in questo.
Per l’ennesima volta allungò le sue corte braccia verso Xena pronunciando la sua
prima parolina, lasciando di sasso le due donne.
«Mma-Mma.» Ripeteva Eve, poi si girò verso Gabrielle, che incredula, ancora la
teneva tra le braccia.
«Pa-Pa.» Le disse per poi lanciare gridolini di giubilo e battendo le manine.
«Nostra figlia è un genio.» Dichiarò Xena con orgoglio.
«Riconosce mamma e papà!» Continuò incredula abbracciando Gabrielle e Eve.
«Già.» Riuscì solo a pronunciare la poetessa troppo felice per dire altro. Eve
l’aveva riconosciuta come uno dei suoi genitori. Le sue paure erano senza
fondamento, in fondo quella piccola creatura era affezionata a lei e a Xena
nello stesso modo, e l’amore che ha un bambino è privo di ogni costrizione, è
puro. Eve, anche se ancora molto piccola, aveva capito che la sua famiglia era
uguale a tutte le altre. Aveva una mamma e un “papà” che si amavano e che
l’amavano.
Intanto gli occhi delle due donne erano incatenati in uno sguardo denso di
significati, e le loro labbra piegate in un radioso sorriso, quasi dimentiche
della piccola Eve, che ormai si era addormentata tra le braccia dei suoi
genitori.
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FINE °°