Titolo: Behind the bush.
Fandom: Xena
– the warrior princess
Coppia: Xena
x Gabrielle
Prompt: 091.Compleanno.
Rating: VM14
Riferimenti: Nessuno in particolare, forse solamente le miriadi di compleanni di Gabrielle
^^'''
Note: One-shot, Comedy. Grazie alla mia povera beta Will che mi sopporta nei miei
deliri visionari XD
Conteggio parole: 1.232 (W)
DISCLAMER: I
personaggi di Xena, Gabrielle ecc ecc sono copyright della MCA/Universal
Renassiance Pictures.
Tali personaggi sono stati utilizzati senza il consenso degli autori, ma non a
fini di lucro.
Tabella: TABELLA
Behind The Bush
AUTORE: Geo
Gabrielle era silenziosa. In
effetti, un po’ troppo silenziosa e Xena ne sospettava il motivo.
Camminavano già da parecchie ore sulla strada per Anfipoli e Gabrielle non aveva
detto una parola.
«Cosa c’è che non va?» Chiede la principessa guerriera, osservando il volto
pensieroso della compagna.
«Come, scusa?» Le risponde Gabrielle, risvegliata come da un sogno ad occhi
aperti.
«Ti ho chiesto se c’è qualcosa che non và. Non hai ancora detto una parola da
questa mattina.» Le rammenta Xena.
«No no, non c’è nulla che non vada. È tutto a posto. Tranquilla.» La rassicura
Gabrielle con un sorriso, per poi tornare, un momento dopo, tutta assorta nei
suoi pensieri.
«Non ne sono davvero convinta.» Continua imperterrita la guerriera, afferrandola
per un braccio.
«Xena, va tutto bene, forse sarebbe andata anche meglio se una certa principessa
guerriera non mi avesse tenuta sveglia tutta la notte.» Le risponde maliziosa
Gabrielle, facendo alzare gli occhi al cielo a Xena che, ogni volta che ripensa
alle nottate con la compagna, sente l’impellente bisogno di cambiare discorso.
«Allora… quando arriveremo ad Anfipoli, mia madre avrà già organizzato una delle
sue feste a sorpresa?» Chiede a Gabrielle che sicuramente sa già tutto, e
sospetta che sia anche per questo che è così silenziosa.
«Io non ne so nulla.» Dichiara la poetessa indifferente.
«Beh, tanto so già che sarà così. Conosco mia madre da troppo tempo.» Afferma,
scuotendo la testa rassegnata.
«Trentadue anni oggi.» Dice innocentemente la poetessa, guadagnandosi uno
sguardo torvo della compagna.
«Oh, dai Xena, non è la fine del mondo!» Cerca di rassicurarla Gabrielle.
«Oh certo. Tu sei ancora una bambina a confronto.» Le risponde la guerriera un
po’ risentita.
«E dai Xena, ora non fare l’offesa. A me piaci così come sei, non importa quanti
anni tu abbia. Sei sempre la straordinaria principessa guerriera.» La loda
Gabrielle con un sorriso.
Xena non risponde, si limita a fare un gesto con la mano come a voler scacciare
una mosca dal suo naso per poi afferrare Gabrielle per la vita e, facendole fare
una mezza piroetta, posa le labbra sulle sue in un dolcissimo bacio.
«Te lo ripeterò ogni giorno. Sei sempre la migliore.» Afferma Gabrielle
trasognante, dopo l’incontro ravvicinato avuto con la compagna.
«Andiamo, prima che qualcuno ci veda.» Afferma Xena imbarazzata da tutti quei
complimenti, afferrando la mano minuta della poetessa che si lascia trascinare
volentieri.
«Sai cosa mi sorprende, Xena?» Le chiede Gabrielle una volta ripreso a marciare
a ritmo sostenuto.
«Cosa?» Le domanda la guerriera quasi soprappensiero.
«Che tu non mi abbia chiesto nulla sul tuo regalo.» Riflette Gabrielle, conscia
di non riuscire più a tenere la bocca chiusa su quell’argomento.
«Sapevo che mi avresti fatto capire cos’è prima di arrivare da mia madre, anche
quando ti avevo detto che non volevo regali.» L’ammonisce Xena.
«L’ho preso prima di quando mi hai detto che non volevi regali.» Si difende
Gabrielle, alzando le mani in segno di resa.
La guerriera sospira rassegnata, osservando il volto angelico della poetessa.
«Ci sarà utile.» Afferma maliziosa Gabrielle, facendo rizzare le orecchie a Xena.
«Utile… ad entrambe?» Chiede la guerriera con sguardo accigliato.
«Si, beh. Volendo si.» Spiega la bionda poetessa.
«Volendo…» Riflette Xena a mezza voce.
«Volendo… potendo. Ma non si può usare insieme.» Dice Gabrielle.
«Nel senso di quando siamo insieme. Non possiamo usarlo quando siamo insieme?»
Chiede Xena.
«Saremo insieme. Ma se l’usa una non può usarlo l’altra.» Chiarisce la più
giovane delle due.
Xena pensa per qualche istante, evitando abilmente una radice a terra e
indicandola anche a Gabrielle.
«Ok… spero che non sia una cosa troppo grande.» Si augura la donna che continua
a pensare, camminare e ascoltare ogni rumore senza mai distrarsi.
«Non mi pare che ti sia accorta della sua presenza in tutto questo tempo.» Le fa
notare Gabrielle.
«No, infatti. Mi chiedo solo quando sia successo. Non capisco neppure dove tu lo
tenga.» Ammette la guerriera, osservando attentamente la ragazza accanto a lei.
«Non lo troverai così facilmente, almeno fino a che non lo tirerò fuori.»
Afferma sicura Gabrielle con un sorrisetto malandrino.
«Ho capito! È stato quando siamo andate nell’Egeo settentrionale! Vero?» Chiede
Xena sicura, lasciando Gabrielle leggermente sorpresa.
«…Si. Ma, come hai fatto?» Chiede, non capendo come abbia fatto la compagna a
capirlo.
«In quel periodo ti perdevo spesso di vista, per via di quel brigante che aveva
preso quella brutta abitudine di taglieggiare i venditori di erbe mediche, ed
ero parecchio impegnata a tenere d’occhio lui. È stato a Taso?» Spiega,
ricordando quel periodo.
«Quando sei così assorta ti vengono delle rughe sulla fronte. Comunque no, non
era a Taso.» La punzecchia Gabrielle, scoprendo la fronte della compagna dai
capelli.
«E lasciala giù. Samotracia?» Chiede ancora, appiattendosi la frangia sulla
fronte.
«No.» Risponde Gabrielle.
«Lemno? Haghios Efstratios? Samo?» Chiede ancora Xena.
«No, no e ancora no. Xena, le hai dette tutte tranne quella giusta.»
«Lesbo?» Chiede quasi incredula la bella guerriera.
«Alleluia!» Afferma Gabrielle, alzando le braccia al cielo.
«Non avrei dovuto chiedertelo. Ora sono praticamente certa di cosa sia il tuo
regalo. Quell’isola è famosa per la sua produzione.» Afferma maliziosa Xena,
facendo alzare le spalle a Gabrielle.
«Se ne sei sicura.» Si affretta a dire Gabrielle, che è conscia di aver svelato
troppo.
Rimangono in silenzio per il resto della strada, entrambe perse nei loro
pensieri.
«Resisterà a tutta la nostra irruenza?» Chiede ad un certo punto Xena, guardando
crucciata Gabrielle.
«Dicono che sia fatto del materiale più solido e indistruttibile di tutta la
Grecia.» La rassicura la poetessa pensierosa.
«Allora va bene.» Afferma sicura la guerriera, per poi tornare silenziosa.
«Perché non facciamo una sosta? Camminiamo da ore.» Si lamenta Gabrielle.
«Si, in effetti ci vuole proprio una sosta.» Accondiscende la guerriera,
indicando una siepe dietro la quale potranno riposarsi indisturbate.
«Approfitterei di questa fermata per trovare il tuo regalo. Non sono troppo
sicura che tua madre ne sarà entusiasta.» Afferma Gabrielle, petto in fuori.
«Mmmmh, vediamo. Dove potrà mai essere?» Finge di pensarci la guerriera, girando
attorno un paio di volte alla compagna.
Si avvicina di scatto afferrandola da dietro per le spalle, e, facendole
scendere lentamente una spallina del corpetto, le bacia una spalla scoperta.
«Vediamo cosa abbiamo qui.» Sussurra maliziosa all’orecchio nella poetessa,
mentre, lentamente, una mano scende sin dentro il corpetto per estrarre, tra i
seni, qualcosa di scintillante.
«Già, mia madre non approverebbe che tu mi regalassi un pugnale per quanto ne
abbiamo bisogno.» Accondiscende Xena, rigirandosi tra le mani il prezioso
manufatto.
«Sapevo che ti sarebbe piaciuto.» Afferma Gabrielle sorridendo felice,
osservando come la compagna provava già a lanciare e riprendere l’arma con
abilità.
«È leggero, è maneggevole e potresti usarlo anche in cucina per quanto sembra
affilato, così non userai più il mio Chakram.» Propone Xena, guardandolo in ogni
angolazione.
«Credimi, so quanto può essere tagliente tenendolo nascosto nel corpetto. E il
tuo Chakram l’ho usato una volta solamente per il pesce.» Le assicura Gabrielle,
osservando un leggero graffio sulla sua pelle.
«Ora ci conviene rimetterci in viaggio, oppure tua madre penserà che ci abbiano
fermato una banda di briganti.» Propone la poetessa, prendendo le briglie di
Argo.
«Oppure che mi sto prendendo un altro regalo da te.» Afferma maliziosa la
guerriera, facendo sorridere la compagna, per poi raggiungerla sulla strada per
casa senza però smettere di ammiccare sensualmente e stuzzicare la compagna.
«Non credo che arriveremo molto presto da tua madre.» Mormora maliziosamente
Gabrielle, divertita.
°° FINE °°