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Titolo: Harassing fans
Parte: 1 di 3
Fandom: Xena – the warrior princess
Coppia: Xena x Gabrielle
Prompt: 075.Ombra.
Rating della storia:
G / PG-13
Note: Long-fic, Comedy, Adventure.
Beta: Beta, l'insostituibile phoenixwillow
Conteggio parole: 1.708
DISCLAMER: I personaggi di Xena, Gabrielle ecc ecc sono copyright della MCA/Universal Renassiance Pictures.
Tali personaggi sono stati utilizzati senza il consenso degli autori, ma non a fini di lucro.
Tabella: TABELLA

Commenti: Se volete lasciare qualche commento all'autrice, scrivete QUI.

 

Harassing Fans

AUTORE: Geo

Cap. 1  ||  Cap. 2  ||  Cap. 3

Capitolo 1

Gabrielle si era accorta già da qualche minuto di una presenza dietro di lei che stava pedinandole da quando, lei e Xena, erano uscite dalla locanda.
«Xena?» Chiede la scrittrice sottovoce.
«Si, me ne sono accorta.» Risponde altrettanto piano la guerriera senza voltarsi.
Continuano a camminare, fingendo di non accorgersi del pedinatore.
«Oh, cielo.» Sussurra Gabrielle, dopo l’ennesimo rumore della presenza misteriosa.
«Fino ad ora sono quattro otri, due calci e tre scuse sussurrate. Non è proprio capace di pedinare qualcuno questa tizia.» Constata Xena, capendo che la persona che le sta seguendo non è un reale problema.
Avanzano fino alle porte della città ed oltre.
Xena si apposta dietro il pesante portone di legno, mentre Gabrielle svolta leggermente verso la parte opposta. Attendono che il misterioso inseguitore segua la poetessa per portarlo definitivamente allo scoperto.
Con un agile salto mortale, Xena atterra proprio dietro alla figura incappucciata, mentre Gabrielle sfodera i suoi sais dagli stivali pronta a colpire.
«Hey, ferme! Ferme!» Dice l’incappucciato con una fine vocina squillante.
Gabrielle toglie il cappuccio e, sotto di esso, vede una ragazzina dai fini lineamenti e due occhi smeraldo incorniciati da splendenti riccioli rossi.
«Perché ci seguivi?» Chiede Xena senza troppi convenevoli.
«Io, ecco, io non volevo sembrare inopportuna, vi ho viste alla locanda e… non potevo credere che fosse davvero lei. Cioè, da quello che avevo capito era morta, e invece quando ti ho sentita chiamarla!» Dice la ragazza tutta eccitata.
«Lei chi? Chiamare chi?» Chiede Gabrielle confusa quanto la compagna, che la guarda piuttosto dubbiosa.
«Gabrielle. Tu sei Gabrielle di Potidea, vero? Ti ho sentita chiamare così da questa guerriera che mi sta per distruggere il braccio.» Afferma, facendo realizzare a Xena che sta ancora tenendola come una prigioniera braccata.
«Sono una tua grandissima ammiratrice.» Sospira la giovane, facendosi aria con la mano.
«Mia?» Le chiede Gabrielle ancora più confusa.
«Ho letto tutti i tuoi racconti. Sei una maestra del narrare.» Afferma la ragazza, facendo quasi arrossire la poetessa.
«Non sono così brava.» Sostiene Gabrielle, cercando di trarsi dagli impicci.
«Tutti dicono della tua modestia ed è vero, non solo sei geniale e fantasiosa come nessun altro mai, ma sei modesta e davvero molto graziosa.» Continua imperterrita la giovane, facendo scappare un grugnito di disapprovazione a Xena che scuote la testa, con gli occhi ormai ridotti a due fini fessure.
«Oh cielo, ascoltami…Come ti chiami?» Le chiede Gabrielle, realizzando di non conoscere il nome della sua accanita sostenitrice.
«Mi chiamo Cassandra.» Miagola quasi la ragazza.
«Cassandra… dunque: sono felice che le mie storie ti piacciano tanto, ma davvero, non sono così eccezionale come credi.» Ammette sorridendo ad una sempre più irritata Xena, che ascolta in silenzio sperando solo di liberarsi presto della nuova arrivata.
«Ti prego, insegnami tutto ciò che sai. Portami con te e permettimi di diventare tua allieva.» Scongiura Cassandra, inginocchiandosi ai piedi di Gabrielle.
«Cosa??» Esplodono le due guerriere insieme.
«Guarda, credo che questo non sia possibile. Sei sicuramente molto gentile ed educata, ma la mia… la nostra vita non è solo fatta di poesie e scritti. Noi non viviamo una vita tranquilla e ti cacceresti solamente nei guai.» Cerca di convincerla Gabrielle, facendo finalmente sorridere la compagna che era tornata nel suo muto stupore.
«E non è per questo che ti porti dietro questa guerriera? Per proteggerti.» Chiede la ragazza, facendo scattare la mano di Xena verso la spada trattenuta solamente dall’intervento tempestivo di Gabrielle, che corre a fermare la compagna furiosa.
«Credo che… tu non abbia ben chiare delle cose.» Le spiega Gabrielle, faticando parecchio per contrastare la forza della guerriera e ammonendola con lo sguardo.
«Me le mostrerai ora che staremo sempre insieme.» Sogna la giovane con gli occhi lucidi di gioia senza neppure accorgersi della scena che si sta svolgendo alle sue spalle.
«Mi dispiace, ma la risposta è no.» Sentenzia Gabrielle, dopo aver finalmente convinto la compagna a sottrarsi ai suoi intenti bellicosi.
«Ma tu non dovrai decidere. Ho già deciso io. L’ho comunicato alla mia famiglia e loro sono felici per me.» Riferisce Cassandra, facendo rimanere di sasso Gabrielle e facendo perdere del tutto la pazienza a Xena che, furibonda, se ne và lasciando la sua donna a sbrigare tutta la faccenda.
«Sarò la tua ombra. Non ti accorgerai neppure della mia presenza.» La rassicura Cassandra, ma a Gabrielle sono ben altre cose che preoccupano.
«Un giorno. Un giorno solo e poi te ne tornerai a casa. Intese?» La ammonisce Gabrielle, cercando di usare il tono più materno che conosce.
«In un giorno ti dimostrerò di essere degna.» Afferma la ragazza in tono serio, prendendo le mani della poetessa tra le sue e baciandole facendo arrossire Gabrielle, che ringrazia mentalmente gli dei dell’assenza di Xena che, in caso contrario, avrebbe anche potuto uccidere la poveretta.
«Va bene, va bene. Ora calmati e non essere troppo entusiasta. Ti insegnerò quello che so, ma ora voglio che tu faccia un bel respiro profondo per calmarti.» La prega Gabrielle con il sentore che la giornata sarà più lunga e impegnativa del previsto.
Xena camminava di qualche passo davanti a loro; la infastidiva vedere quella ragazzina sbavare in estasi sulla sua Gabrielle, ma d’altronde non poteva certo mettersi a fare una scenata di gelosia, sapendo bene che sarebbe stata solo infantile.
Sentiva la vocina stridula di Cassandra che, con il suo continuo cicalio, le stava facendo perdere velocemente la pazienza. Gabrielle parlava, ma non le aveva mai dato fastidio o era stata molesta come invece sembrava esserlo la nuova arrivata.
«E tutti quei racconti. Ho avuto modo di conoscerne parecchi presso la mia docente, che ha detto di averti conosciuta un tempo. Ma io credo che si sia inventata tutto, perché se fosse vero tu dovresti avere più di cinquanta anni ora. E i miei occhi non sono così facili da ingannare: il fatto che tu sia quasi una mia contemporanea mi da fiducia e mi fa capire che non devo arrendermi, che anche io posso farcela.» Continua imperterrita Cassandra, scavalcando la voce di Gabrielle che cerca di spiegarle di come sia ancora così giovane. La ragazza non è molto interessata e continua a parlarle sopra senza porsi tanti problemi.
«Hey, ragazzina.» La interrompe Xena, voltandosi verso le due donne.
«Ti sta parlando anche lei, dici tanto di voler imparare da Gabrielle e poi non stai zitta un momento senza ascoltarla.» Esplode in tono duro, facendo per la prima volta zittire la giovane Cassandra.
Gabrielle guarda la compagna con un sorriso soddisfatto in volto.
«Che tipa quella guerriera.» Borbotta la ragazza quando Xena è nuovamente lontana da loro.
«Non le piace la gente chiacchierona.» Le spiega Gabrielle, sperando che non cominci nuovamente con la sua sfilza di chiacchiere.
«Ti prego, narrami dei tuoi racconti. Non deve essere facile concentrare la propria produzione solo su un personaggio.» Ricomincia Cassandra con rinomato ardore.
«Non è poi così complicato se puoi averla sotto gli occhi tutti i giorni.» Le spiega Gabrielle, riuscendo a parlare per la prima volta.
«Esiste davvero Xena?» Chiede la ragazza con occhi sgranati.
«Certo che si.» Si sorprende Gabrielle.
«Ma... io ho amato Xena dalla prima volta che ho posato gli occhi su una tua pergamena. È così appassionata, così eroica, coraggiosa. Credo di essermene davvero innamorata.» Trasogna Cassandra in estasi completa, facendo scappare a Gabrielle una risatina isterica.
«Dimmi, dimmi era davvero come la descrivi? Oppure c’è molto della tua mirabile immaginazione di scrittrice?» Continua a chiedere senza neppure accorgersi della tensione di Gabrielle.
«No, no, lei è davvero meravigliosa.» Le assicura la scrittrice, fissando la schiena della compagna che, davanti a loro, rimane con le orecchie tese per ascoltare ogni parola tra le due.
«È ancora viva? Quanti anni avevi quando l’hai incontrata? Una decina?» Chiede curiosa Cassandra, facendo quasi inciampare Xena davanti a loro e suscitando un’altra risatina a Gabrielle.
«Certo che è viva.» Afferma convinta, facendo stupire la giovane ammiratrice.
«Deve avere almeno sessanta anni da quello che racconti.» Riflette Cassandra, facendo questa volta inciampare davvero Xena, la quale riesce a rimanere in piedi per miracolo solamente grazie al suo equilibrio perfetto.
Gabrielle l’osserva divertita, immaginando l’espressione contrariata della compagna in quel momento.
«Oh no, cielo, non è esattamente così vecchia, anche se devo dire che ormai comincia ad avere una certa età.» Scherza Gabrielle, facendo girare di scatto una piuttosto contrariata Xena.
«Gabrielle!» La chiama la guerriera indispettita.
«Si?» Chiede la poetessa, raggiungendola.
«È proprio necessario conversare sulla mia età?» Chiede Xena con un finto sorriso di cortesia.
«Lei non ha la più pallida idea di chi tu sia. Lo trovo divertente.» Ammette Gabrielle, dando amorevoli pacche sulla schiena della guerriera.
«Sarà meglio che ce la leviamo di torno in fretta. Non mi piace il modo in cui ti guarda.» Chiarisce Xena, lanciando occhiate alla ragazza che ancora cammina qualche passo dietro di loro.
«La mia ragazza è gelosa.» Sospira Gabrielle con tono svenevole per poi scoppiare a ridere all’espressione vagamente imbarazzata di Xena.
«Perché ridi, Gabrielle?» Chiede Cassandra come spuntata dal nulla.
«Nulla, la mia guerriera ha detto qualcosa di molto appropriato.» Spiega la poetessa, guardando Xena molto dolcemente e riuscendo a zittire Cassandra.
«Allora…» Si schiarisce la voce l’aspirante scrittrice, interrompendo gli sguardi complici delle due donne.
«Raccontami di Xena. Com’era fatta? Era la tipica bella e dannata? Aveva davvero gli occhi di ghiaccio come si dice? Ha avuto molti amori?» Chiede la ragazza con gli occhi nuovamente animati dall’entusiasmo.
«Bella, è bellissima.» Ammette Gabrielle con un sorriso. «Dannata… forse una volta, prima che la conoscessi. Ha occhi molto più caldi di quanto possa sembrare dopo un primo sguardo. E… molti amori, dici? Questo lo devi chiedere a lei.» Ride Gabrielle, osservando la schiena di Xena che è tornata nuovamente davanti a loro.
«Mi piacerebbe davvero moltissimo incontrarla.» Sogna Cassandra con voce svenevole.
«L’hai già incontrata.» La informa Xena, voltandosi verso la ragazza che non sembra capace di cogliere.
«No, non l’ho mai incontrata. Ho detto poco fa a Gabrielle…» Cerca di spiegare la giovane, che viene interrotta da Gabrielle.
«Lei è Xena, Cassandra.» Ride ormai apertamente la poetessa senza più trattenersi.
«Lei è Xena??» Riesce solo a chiedere la giovane, rimanendo con la bocca spalancata come un pesce lesso, mentre Xena e Gabrielle si guardano compiaciute di essere finalmente riuscite a zittire la ragazza.

°°  Continua  °°



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