DISCLAIMER: Questa è la mia prima fanfiction su Xena, la Principessa Guerriera.
I personaggi di Xena e Olimpia non appartengono a me, bensì alla Universal
Picture..Tutti gli altri nomi di personaggi sono di mia invenzione. Tale
racconto non ha fini di lucro e non vuole infrangere alcun copyright. Se l'idea
di due donne innamorate vi arreca disturbo o se siete minorenni, cambiate
immediatamente sito. Se invece volete proseguire, buona lettura!
Xena E La Sconfitta Del Perfido Kran
AUTORE: Xenagirl83
La storia che sto per narrarvi accadde in uno sperduto angolo della Grecia, al
tempo in cui gli Dei dell'Olimpo erano ancora le uniche divinità in cui credeva
la gente, e con cui si schieravano impavidi eroi, per combattere contro i
temibili Signori della Guerra, che seminavano panico e morte tra la
popolazione......tra questi eroi, Xena era sicuramente la più conosciuta;
all'inizio, molti temevano il suo passaggio e la odiavano per le ingiuste morti
che aveva causato, ma in seguito, ella cambiò.
Da terribile distruttrice senza scrupoli, si trasformò in una donna saggia, il
cui unico scopo nella vita era salvare il mondo.
Neppure Marte, Dio della Guerra, con i suoi infiniti poteri, potè modificare il
piano in atto nel cuore della Principessa Guerriera.
Quel cuore ormai apparteneva ad una sola persona......
"Sono ore che stiamo camminando Xena! Argo è molto stanco e assetato...dove
pensi che arriveremo camminando così tanto fino all'esaurimento?!"
"Olimpia.....dobbiamo arrivare ad Anfipoli il prima possibile..la mia gente ha
bisogno d'aiuto e noi due siamo le uniche a poter fare qualcosa. Continua a
camminare. Tra poco dovremmo giungere in un posto bellissimo, dove si trova un
laghetto. Li potremo dare da bere ad Argo...e farci un bel bagno. Sono tutta
sudata"
"Sai Xena...non me n'ero accorta...eheh puzzi come una capra.."
Xena arrestò il suo passo e, girandosi, lanciò un'occhiata minacciosa che
fulminò Olimpia sul posto....
Dopo pochi minuti,una folta vegetazione attirò l'attenzione di Olimpia.
"Xena!!! E' questo il posto vero? Non vedo l'ora di immergermi nell'acqua
fresca!"
"Si, siamo arrivate" aggiunse Xena, in tono malinconico...la bionda poetessa non
capiva il perchè di questa improvvisa tristezza.
"Xena..va tutto bene? Insomma voglio dire..per tutto il tempo del viaggio non
hai aperto bocca..beh, tranne prima, ma solo perchè ti ho interpellata. Non
capis...."
"Olimpia, va tutto bene credimi. Grazie per esserti preoccupata per me, ma sono
in piena forma, non potrei stare meglio. E poi, sei tu quella esperta con le
parole, non di certo io" E dando una pacca sulla spalla della sua amica, prese
il cavallo e lo portò a bere.
Nel frattempo, Olimpia si sedette all'ombra di un'albero a pensare....pensare a
come, negli ultimi tre anni, la Principessa Guerriera fosse profondamente
cambiata. In un certo senso, era felice che si fosse "addolcita". Ora c'erano
molti momenti in cui scherzavano tra loro, mentre all'inizio Xena non sapeva
cosa volesse dire divertirsi, anzi, odiava quella parola.
Però rimaneva un dubbio: perchè Xena si rifiutava di confidarsi con lei?
La poetessa vedeva tante cose negli occhi della sua compagna d'avventure...ma
ciò che la feriva di più era vedere ancora sprazzi di tristezza che
saltuariamente comparivano e oscuravano l'azzurro di quegli occhi grandi e
stupendi, che fin dal primo momento le rapirono il cuore.
Già....il suo cuore.Olimpia era pienamente consapevole di essersi innamorata di
Xena.
Non si trattava solo di attrazione fisica (oddio...che la guerriera fosse anche
una donna bellissima, sotto quella pesante armatura, in pochi hanno avuto il
piacere di scoprirlo ed Olimpia era una di quei pochi fortunati!).
Si trattava di un amore completo.Amore per il coraggio, la passione, la lealtà e
l'energia che Xena metteva in tutto ciò che faceva.
Completamente assorta nei suoi pensieri, la bionda non si era accorta che la sua
amica la stava chiamando, gesticolando anche con le mani, essendo già immersa
nell'acqua fresca del lago.
"Olimpia!!!! OLIMPIA!!!! Ti vuoi muovere, dobbiamo ripartire prima che cali il
sole!"
"Arrivo!!!!!" ed iniziò a spogliarsi proprio davanti a Xena...l'acqua iniziò
"stranamente" a ribollire sulla sua pelle...
-Per tutti gli Dei....è meravigliosa...c'è mancato poco che quel cretino di
Perdicca, o come cavolo si chiama, me la portasse via...gli avrei cavato gli
occhi piuttosto!- pensò la guerriera, piuttosto accaldata.
"Ehm....Olimpia....quando credi di potermi raggiungere??"
"Subito!!" E detto questo, si tuffò nell'acqua, spruzzandola tutta negli occhi
della Principessa Guerriera che non vide più nulla, ma sentì solo due braccia
intorno al collo ed un caldo ed umido bacio sulla guancia.
"Olim....oh.."
"Salve..."
"Ti avevo chiesto di raggiungermi, non di affogarmi!"
"Ehehehe...scusa Xena! Sto morendo congelata, quest'acqua è freddissima!"
-....a me invece è bastato semplicemente guardarti, per farmi scaldare a
sufficienza..- "Già, hai ragione fa molto freddo! Sarà meglio uscire al più
presto"
Xena decise pochi minuti dopo di uscire dall'acqua,seguendo Olimpia,
osservandone così ogni curva.......un piccolo "calo di pressione" e la guerriera
cadde a terra per pochi istanti.
"Xena!!! Ma che hai! Insomma, oggi non è proprio giornata, vero? Devi aver preso
troppo sole. Ora sai che facciamo? Ci fermiamo qui per stanotte e domani quando
starai meglio riprenderemo il cammino"
"Olimpia, io sto bene..ho solo avuto un piccolo calo di pressione, ma questo non
mi impedirà di rimettermi in cammino"
"No, noi oggi ci fermiamo QUI. E tu riposerai. Se Argo potesse parlare, ti
direbbe la stessa cosa, con la differenza che daresti retta a un cavallo invece
che a me!"
"E va bene. Va bene! Se questo ti fa sentire più sicura.."
Il sole cominciava a calare, creando splendide sfumature di arancione, rosa e
blu scuro nel cielo. Xena era sdraiata sull'erba ad ammirare la bellezza di
questo tramonto, finalmente rilassata e serena, lontana dal sangue e dalle grida
di duelli senza pietà.
Olimpia stava preparando una zuppa per entrambe, poichè erano davvero molto
affamate dopo una giornata trascorsa camminando sotto ad un sole rovente.
"Ecco la tua zuppa, Xena"
"Grazie Olimpia....ah, Olimpia? Siederesti accanto a me per ammirare insieme le
prime stelle di questa limpida notte?"
"Certo Xe, volentieri!"
Il cuore di Olimpia sussultò, di fronte ad una richiesta così tenera. Non era da
tutti i giorni che la guerriera facesse certe proposte, o si lasciasse andare in
frasi romantiche, quindi, quelle rare volte che succedeva, la poetessa non
poteva che esserne estremamente felice.
Finito di mangiare la zuppa in totale silenzio, una sorridente Xena prese tra le
sue braccia la sua compagna, alquanto meravigliata da un secondo simile slancio
d'affetto, ma soprattutto ne era estremamente felice. Nel profondo del suo cuore
desiderava che questo contatto tra loro non finisse mai, proprio come questa
meravigliosa notte stellata. Le sembrava un sogno, tanto che decise di
constatare "con mano" se stava dormendo o era tutto reale.
-SLAPP!!!- "Ahi!!!"
"Olimpia, si può sapere che fai?"
"Niente..una zanzara deve avermi punta sul viso.."
"Non è la prima volta che dormiamo all'aperto, dovresti esserci abituata...aspetta,
vado a vedere se abbiamo dell'unguento nella sacca.."
"NOO!! Non ho nulla, torna QUI!!" e detto questo, tirò a se Xena, che perse
l'equilibrio, ricadendo sopra di lei, labbra contro labbra....
La sensazione fu meravigliosa, entrambe le donne rimasero senza fiato, incapaci
di parlare per alcuni istanti, fino a quando esclamarono contemporaneamente:
"Wow..io...".
Xena aggiunse, rompendo il ghiaccio: "Olimpia, ascoltami, perchè ormai credo sia
giunto il momento che tu sappia.."
"Sappia cosa?"
"Beh ecco......aspetta! Mi è sembrato di sentire un rumore sospetto provenire da
dietr.."
"XENA! Smettila di sviare la conversazione verso rumori inesistenti!"
"Ma..."
"Allora?"
"Sinceramente...non so da dove iniziare..lo sai, non sono molto brava quando si
parla d'amore o d'affetto"
"Non importa...almeno provaci"
"Olimpia, non mi dilungherò molto. So che quello che sto per dirti potrà
ferirti..probabilmente dopo aver saputo questo tu te ne andrai,lasciandomi sola.
Proverai disgusto per me. Ma ho bisogno che tu sappia cosa provo...Io ti amo,
Olimpia. Ti amo dalla prima volta che sono arrivata al tuo villaggio ed ho
posato i miei occhi su di te, così indifesa e graziosa, alle prese con quei
bruti..io sapevo che avrei passato il resto della mia vita con te.
I tuoi grandi occhioni verdi mi hanno stregata..finalmente la mia vita ha
assunto un significato, cosa che fin da quando sono nata non ha mai avuto.
Mi sono sempre ritrovata alle prese con gente spietata, crudeltà, saccheggi,
morte e distruzione..non c'era più un briciolo di umanità nella mia anima.
Se oggi sono finalmente diventata una persona giusta e felice, è solo grazie a
te. Hai riportato il sole dentro alla mia buia vita. Hai portato l'amore.
Mi sono innamorata di te, Olimpia...credevo che non avrei mai avuto la
possibilità di dirtelo, e proprio oggi.."
"...proprio oggi stavi cercando un modo per dirmelo..ma avevi paura che io
potessi odiarti. E' così? Xena....io non potrei mai odiarti, soprattutto per una
cosa bella e dolce come questa. Vuoi sapere veramente cosa penso? Io..."
Un rumore tra la vegetazione distolse la loro attenzione dalla conversazione in
corso. Xena estrasse la sua spada, Olimpia prese la sua asta amazzone.
"Ti avevo detto che c'era qualcuno, o qualcosa...ora fa' silenzio e seguimi"
Il cuore della poetessa batteva forte adesso, poichè sapeva che avrebbe rivisto
la sua Principessa Guerriera durante il combattimento; i suoi forti muscoli, la
sua determinazione, i suoi occhi di ghiaccio, pronti a stendere qualsiasi
nemico....
"AYAYAYAYAYAYAYAYAYAYAAYAYAYA!" gridò Xena e con un rapido balzo sorprese alle
spalle un energumeno, alto circa quanto lei, ma decisamente brutto, che
indossava un armatura strana. Iniziò un feroce duello tra i due.
"Olimpia allontanati più che puoi!!"
"Xena, stai attenta!!" -Non posso lasciare sola Xena...e se avesse bisogno
d'aiuto?-
Disobbedendo al comando di Xena, la bionda poetessa si gettò nel bel mezzo del
duello.
"Olimpia, cosa fai! Ti avevo detto.."
"Lo so cosa mi hai detto. Sono grande Xena e se decido di difendere la persona
che più amo a questo mondo sono libera di farlo!"
Queste parole colpirono la guerriera, non solo per il fatto che la sua amica
avesse finalmente acquistato coraggio e determinazione..ma anche per averla
considerata come la persona che più amava al mondo.
Una forza spaventosa nacque dentro di lei e in due rapide mosse stese il suo
nemico.
"Che ti succede Xena?"
"Che mi succede? Succede che...mi sento straordinariamente felice"
"Sei felice, senza aver ancora sentito ciò che desidero dirti?"
"Hai già detto molto..."
"Credimi, vorrei dirti...."
Dietro di loro, un gruppo di feroci guerrieri armati in modo simile al
precedente, si avventò su Xena, mentre due di loro afferrarono Olimpia,
trascinandola poco distante, sul loro carro.
"XENAAA!!! Aiutami!!!!!"
"OLIMPIAAAAAAA!!!!! Maledetti!!!! Me la pagherete cara per questo!! Resisti, sto
arrivando!!" e mentre urlava tali parole, la sua spada affondava pesantemente
nel petto di alcuni dei soldati, mentre gli altri scappando raggiunsero il
carro, che potè così partire.
Si prospettava una notte insonne per la Principessa Guerriera, che montò in
sella ad Argo. Sapeva che ora avrebbe dovuto fare una scelta: salvare il suo
villaggio, che si trovava in balia di un sortilegio che stava facendo
rapidamente invecchiare tutta la popolazione, oppure raggiungere la sua Olimpia
il più presto possibile, liberarla e tentare di tornare ad Anfipoli in meno di 7
giorni. Non ci pensò due volte Xena, che decise di mettersi subito sulle tracce
del carro sul quale si trovava la donna che amava.
Le ore trascorsero velocemente, cominciava ad albeggiare e Xena era stremata
dall'inseguimento. Aveva quasi deciso di fermarsi e di riprendere una volta che
le forze fossero tornate in lei, quando udì suoni di risate provenienti da
dietro alcuni platani.
Scendendo dalla sella di Argo, si avvicinò lentamente per vedere cosa fossero...i
suoi occhi si spalancarono alla visione di quelle armature...erano gli stessi
guerrieri che avevano rapito la sua Olimpia ed ora erano seduti a mangiare e
bere. Scrutando bene la zona, potè intravvedere il carro, nascosto tra le piante
e sorvegliato da altri quattro guerrieri.
Estratta la spada, aspettò pazientemente che uno dei "banchettanti" si alzasse e
si dirigesse verso la vegetazione. Non dovette aspettare molto: con un rapido
movimento tirò a se l'energumeno e nacque un duello. Gli altri individui,
attirati dal rumore, accorsero, mentre il carro rapidamente partì.
Xena ci mise poco a disarmare e uccidere i combattenti, ma risparmiò l'ultimo,
colpendolo alla gola con la punta di due dita.
"Ho bloccato l'afflusso del sangue alla tua testa. Se non mi dirai entro dieci
secondi per chi combatti e dove state portando Olimpia, tu morirai!"
"I..io..sono..Lohr..un guerriero dell'Oscurità..il mio re è Kran e dimora nel
Castello del Potere Oscuro..si...si tr..trova ad est..e dista un giorno da qui..Lui
vuole...arghh..vuole la regina delle Amazzoni per conferirle i suoi meravigliosi
poteri..."
"Kran? Cosa vuole da Olimpia..di quali poteri....."
"Poteri oscuri!! Magia nera!! Vuole sottomettere la popolazione, conquistare il
mondo con sortilegi.....ahh..ti prego..risparmia la mia vita!!"
"MA ALLORA....E' LUI CHE HA FATTO IL SORTILEGIO SUGLI ABITANTI DI ANFIPOLI!!
"S..si.."
"Tu ora verrai con me, mi porterai da Kran e.."
"Così rischio di venire ucciso per tradimento!!"
"No, tu non morirai, finche segui me. Allora, mi aiuti o preferisci che sia io a
lasciarti morire qui??"
"O..ok..ti aiuto!!"
-TUD!!!- e liberò così il guerriero dal colpo mortale.
"Andiamo, non c'è tempo da perdere!"
I due si misero subito in viaggio, ognuno sul proprio cavallo, diretti verso
est...verso Olimpia...verso l'amore. Xena, in cuor suo, sapeva che Olimpia la
amava, ma erano state interrotte proprio nel momento più bello..un momento che
dovrebbe essere intimo per due persone..ma si sa, la vita di un guerriero non è
fatta di momenti rilassanti o romantici, ma solo di duelli senza fine.
Ora la battaglia più importante che Xena doveva vincere era quella di riaverla
sana e salva.
Sapeva che la vita assieme a lei avrebbe causato molti pericoli alla bionda
poetessa. Ma l'avrebbe sempre difesa, anche a costo di sacrificare la sua vita.
Così assorta nei suoi pensieri, Xena non si accorse neppure che ormai era
pomeriggio inoltrato, il sole cominciava a calare dietro ai monti e forse era
giunto il momento di fare una sosta.
"Per oggi ci fermiamo qua"
"Come vuoi tu, ehm..."
"Xena"
"Xena...XENA?? Sei proprio tu la Principessa Guerriera di cui tutti parlano?"
"Sembrerebbe di si..."
"Credimi Xena, per me è un onore poterti conoscere..io..ho sempre ammirato la
tua forza, il tuo coraggio..ma a quanto pare non diventerò mai un guerriero
valoroso come te, vero?"
"Ho fatto tante cose in passato di cui oggi mi pento. Se dovessi darti un
consiglio ti direi...getta la tua spada e lascia che nel tuo cuore entri
l'amore. Per me ormai è troppo tardi, sono condannata a dover rimediare agli
errori compiuti quando ancora non sapevo cosa volesse dire amare. Per farlo, mi
batto per il bene e per la giustizia. Finchè sei in tempo, posa le tue armi e
vai più lontano possibile da Kran. Questo è il momento giusto"
"Credo proprio che farò come dici tu...col tuo aiuto. Che facciamo adesso?"
"Dormiamo" disse Xena, tirando fuori due coperte di lana dalla sacca della sella
di Argo e lanciandone una verso Lohr.
Passarono le ore, l'alba stava per iniziare e Xena si mise subito in piedi,
pronta a ripartire.
"Lohr!! Svegliati, dobbiamo andare!"
"Uhmff....."
-STUD!-
"Ahi!! Ok ok, ho capito...non te la prendere..uff...arrivo!"
"C'è in gioco la vita di Olimpia..o la sua salute mentale"
I due ripartirono, mentre il sole iniziava a brillare all'orizzonte. Si
prospettava una giornata ancora più dura della precedente.
"Quanto manca al Castello del Potere Oscuro?" domandò Xena a Lohr.
"Poco...molto meno di mezza giornata"
"Perfetto. Accelleriamo il passo, quindi"
"Xena....ieri mi avresti ucciso se non ti avessi risposto?"
"Forse no...ma ti avrei torturato fino a quando non mi avresti detto ciò di cui
avevo bisogno..."
"G-gulp!"
Parlando, il tempo scorreva veloce ed il castello di Kran era sempre più
vicino...così vicino che...
"Xena! Lo vedi anche tu laggiù? E' il castello! Siamo arrivati ormai!"
"Bene! Iniziamo a smontare...sarà meglio legare i cavalli qui, in modo da non
destare sospetti"
"Va bene"
"Proseguiamo a piedi...avrò bisogno del tuo aiuto per entrare, lo sai. Tu
conosci bene l'interno del castello, sai dove si trova Kran e sai dove
solitamente rinchiude i suoi prigionieri"
"Esatto, ma gli ospiti inattesi non sono molto graditi dal re..potremmo avere
piccoli problemi se io ti faccio entrare così..."
"Allora ci sarebbe solo un sistema: dammi la tua armatura"
"Cosa?? Ma.."
"Stai tranquillo, non sarò così sbadata da farmi scoprire"
"Va bene..eccoti l'armatura. Sarà meglio se ti aiuto a legarla. Le prigioni si
trovano nell'ala ovest del Castello. Quando ti troverai nell'atrio, dirigiti
subito alla tua sinistra, vedrai una scala. Scendila e ti ritroverai in un
corridoio. Ci sono molte celle...Non sarà difficile per te riconoscere Olimpia.
Non so ancora come farai a liberarla, ma la tua leggenda deve essere nata per
qualcosa!"
"Infatti...troverò un modo"
"In bocca al lupo Xena, non mi resta altro da fare che prendere il mio cavallo e
andarmene via di qui...il più lontano possibile, come hai detto tu. E' ora che
io inizi finalmente a vivere. Addio!"
"Addio, fai buon viaggio"
Una volta indossata l'armatura e salutato il guerriero, Xena si diresse piano
piano verso il cancello d'ingresso, sorvegliato da due soldati. Tuttavia, grazie
al camuffamento, potè passare senza troppe difficoltà.
L'atrio del Castello del Potere Oscuro era enorme; ci si poteva quasi perdere ed
il tempo per salvare Olimpia era poco e scorreva in fretta.
La Principessa Guerriera decise di dirigersi a sinistra, come consigliato da
Lohr. Una lunga scalinata portava verso l'oscurità. La scese e si ritrovò nel
bel mezzo delle prigioni...un'odore di marcio e di morte emanava dai pesanti
muri di pietra, celle piene di scheletri e di catene arrugginite...tutte, tranne
una, dalla quale si alzava un lamento, quasi una preghiera: "Per favore..aiuto..Xena
ovunque tu sia..ti prego salvami.."
Xena corse fino alla fonte di quella voce...ma lo spettacolo che si ritrovò
davanti non fu dei migliori: Kran aveva trasformato Olimpia in una statua
scolpita nella pietra!
"Olimpia..Olimpia sono io...sono venuta per salvarti!"
"Xena!!!! Ormai non ci speravo più, avevo paura che ti avessero fatto del male..che.."
"Nessuno riuscirà mai a separarmi da te, lo sai. Stai tranquilla...metterò fine
a tutto questo"
"Come farai..Kran ha poteri incredibili..ora non posso più muovermi, sono
destinata a restare un blocco di pietra per l'eternità!"
"Non penso proprio che tu resterai così per sempre...altrimenti dovrò trovare un
altro modo per abbracciarti! Coraggio Olimpia, io mi occupo di Kran,
aspettami..."
"Xena!! Ti occupi di Kran così? Gli basta una magia per ucciderti!"
"Vestita in questo modo penserà che sono un suo soldato. Ma..Olimpia mi vedi?"
"Come potrei vederti..i miei occhi sono di pietra! Però, se mi dici che hai
l'armatura, mi piacerebbe molto vederti"
"Ok...tu aspettami qui, io vedo di tornare il più presto possibile"
Xena risali velocemente le scale e si ritrovò ancora una volta nell'atrio.
"Lohr mi ha detto dove si trovano le prigioni..ma non dove si trova Kran. Bene,
dovrò affidarmi al mio istinto..o all'astuzia.." disse, mentre vide alcuni
guerrieri conversare tra loro, appoggiati ad una possente colonna di marmo
nell'atrio.
Avvicinandosi, Xena disse con tono potente: "Soldato, ho un messaggio urgente
per Re Kran. Viene da Anfipoli!"
"Seguimi, soldato, ti condurrò nelle sue stanze segrete"
Già...non fu così difficile dopotutto! Xena si ritrovò in un enorme salone,
abbellito con lunghi tappeti provenienti da terre lontane e rifiniture dorate
alle pesanti porte delle stanze reali.
Non aveva mai visto tale sfarzo....ma adesso non era proprio il momento per
soffermarsi su questo. Il tempo scorreva, la voglia di riabbracciare la sua
Olimpia, e di intraprendere con lei un importante discorso cresceva.
"Sua maestà il Re, un soldato ha importanti notizie da darle. Giungono da
Anfipoli"
"Bene, fallo entrare. Puoi ritirarti ora"
Xena entrò nella grande stanza, aspettando che il soldato chiudesse la porta.
Era piena di ampolle e di oggetti dal potere magico.
"Allora soldato, spero si tratti di una notizia importante, in caso contrario
dovrò arrabbiarmi.."
Xena estrasse il chackram, balzò fino alle spalle del sovrano, che non ebbe il
tempo di accorgersi di nulla; la Principessa Guerriera lo colpì con le dita alla
gola, ed egli cadde.
"Dimmi subito cosa hai fatto ad Olimpia, o morirai, hai capito bene?"
"Chi sei..."
"Ora sono io a fare domande e tu mi risponderai. Dimmi subito che pozione hai
usato con Olimpia e con gli abitanti di Anfipoli"
"Non ho usato p..pozioni..i miei poteri sono illimitati.."
"Se non hai usato pozioni, allora cosa hai fatto??"
"La magia...sono io...tutte quelle pozioni...servono per accrescere i miei
poteri....chi d-diavolo sei.."
"Io sono Xena di Anfipoli e sono qui per porre fine a tutto questo!"
Esclamato ciò, Xena lanciò il suo cerchio rotante orizzontalmente, e questo
mandò in mille pezzi tutte le pozioni del Re.
"Noo..cosa hai fatto!!!! Erano tutta la mia vita.....aghh....cosa mi hai
fatto...."
"E non sai cos'altro sto per farti! Non ti resta molto tempo, o mi dici come
posso salvare Olimpia e l'intero villaggio di Anfipoli, o ti lascerò morire nel
più atroce dei modi"
"Noo..non ci riuscirai mai...ricordati, io sono la Magia!!"
"Grazie dell'informazione" e la spada di Xena si conficcò nel cuore del crudele
Re Kran...ciò che accadde in quel momento creò uno stupore immenso nella
Principessa Guerriera, che correndo fino all'atrio del castello, vide
trasformarsi in tanti scoiattoli tutti i soldati...aveva capito tutto: uccidendo
Kran, aveva per sempre rotto l'incantesimo del male da lui creato, e quindi,
anche l'intera Anfipoli era salva!
Un sospiro di gioia uscì dalle labbra tremanti di Xena..tremanti poichè sapeva
che era finalmente arrivato il momento che da tanto aveva atteso, e cioè quello
di conoscere i sentimenti di Olimpia.
Correndo fino alle prigioni sotterranee, vide che nelle celle vuote, al posto
degli scheletri umani, vi erano quelli di animali..altre vittime della magia
nera.
"Xena? Xena!! Dove sei?!"
"Sono qui Olimpia, eccomi!!"
"Xena, stai bene! Sono così felice di rivederti...ma che è successo.."
"Non ricordi nulla, vero?"
"Non..no. Credo di no..perchè? Tutto ciò che ricordo, è di essere stata in
questo posto fin troppo, per i miei gusti!"
"Ho ucciso Kran..aveva fatto un sortilegio, ti aveva trasformata in una statua
di pietra. Anche i soldati, in realtà erano animali trasformati da lui in un
esercito pronto a servirlo in tutto. Avendo spezzato il sortilegio, Anfipoli è
salva...ed anche tu la sei"
"...grazie a te, Xena"
"Ecco, io..."
Xena non ebbe il tempo di rispondere, poichè Olimpia la prese tra le sue braccia
e la baciò con passione...fu un bacio che non ebbe bisogno di ulteriori
spiegazioni, o dichiarazioni, poichè vi era racchiuso tutto l'amore e la
devozione che Olimpia provava nei confronti della sua coraggiosa Principessa
Guerriera.
"Beh..che ne dici se facciamo una visita da tua madre ad Anfipoli, Xena?"
"Io..direi che è una buona idea!"
"Già..e poi, abbiamo una notizia da darle...non credi?"
"Ti amo, Olimpia"
"Anch'io ti amo, Xena"
Le due compagne di vita e d'avventura, le due anime gemelle unite dal destino e
dagli Dei, lasciarono il castello, che si trasformò anch'esso da sfarzoso
com'era, a diroccato ed abbandonato tra la vegetazione, e montarono in sella ad
Argo, tenendosi strette l'una all'altra, mentre la luce del sole che tramontava
dietro ai monti cominciava ad assumere mille romantiche sfumature nel cielo,
quasi come ad indicare una chiusura con l'orrore della violenza, ed una
rinascita per un vita piena d'amore...
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FINE °°